COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA

La COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA, entrata in vigore il 1° gennaio 1948 "... Art. 1. - L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. "... Art. 2. - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. "... Art. 3. - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Ad alunni da Architetto, Docente di Disegno e Storia dell'Arte

Pagine realizzate da Architetto e Docente del Liceo Scientifico: "Agli alunni delle mie Classi del Liceo Scientifico "A. Einstein" di Mottola (Ta), "...Non temete il giudizio di chi è capace solo di deridervi, perchè senz'altro è invidioso ed incapace di proporre qualcosa. Ride degli altri perchè, come parassita, nasconde la vergogna di piangere su se stesso. Non abbiate paura di questi poveri gnomini."

Silenti figure di umana pietà - GIUSEPPE di ARIMATEA e NICODEMO

addì venerdì 3 aprile 2026

1 – Introduzione

Il giorno del Venerdì Santo è un momento particolare per i Cristiani che, mentre ricorda la passione e morte del Cristo di Dio, l'uomo Gesù, suscita sentimenti di umana pietà nei confronti di quegli esseri umani bisognosi di aiuto nei momenti più tristi e angoscianti della carnale esistenza temporale.

Proprio la compassione umana, su cui ho maturato le mie riflessioni per un tempo di circa due anni, è stata la circostanza di riferimento come oggetto di studio e, in particolare, l'esempio di Giuseppe di Arimatea e Nicodemo mi ha aiutato tantissimo a portare a termine questo lavoro riflessivo che oggi, in occasione di questo Venerdì Santo del 2026rendo pubblico.

Il periodo contemporaneo con i suoi aspetti positivi e negativi, manifestati dalle situazioni e circostanze della vita quotidiana, suscita tante riflessioni per gli accadimenti che mostrano, con chiarezza, i comportamenti del genere umano e da cui non si può prescindere, evitare, negare o nascondere quanto la mente umana sia perversamente capace di ideare progetti, escogitare meccanismi e realizzare eventi anche dannosi e distruttivi per il genere umano stesso.

Infatti giorno per giorno emergono situazioni per nulla legate alla logica comportamentale di un epoca votata al bene comune e alla collaborazione tra le genti, basata su concetti, più o meno, umanistici, che hanno caratterizzato, finora, la “civiltà occidentale”, bensì compaiono, in opposizione a quei principi, atteggiamenti animaleschi, sopraffattivi e distruttivi degli altri esseri umani, allo scopo di esaltare la propria forza in nome, a volte, di sclerotici e sregolati principi che producono stupore e disorientamento collettivo.

Queste situazioni tendono a sovvertire, cambiare e stravolgere quelle regole dettate dal desiderio di “pace tra i popoli” stabilite dopo i due grandi conflitti mondiali del XX° secolo, i più disastrosi della storia umana che hanno coinvolto direttamente o indirettamente molte nazioni con grandissimo numero di vittime tra le popolazioni civili e militari.

L’osservazione degli odierni eventi, comparati ai sentimenti, alle emozioni e ai pensieri che caratterizzano il bene e il male nell’uomo nel corso della storia, inducono a rivedere e meditare sul percorso storico che ha visto il Cristianesimo diffondere principi di “amore fraterno” e, conseguentemente, di “umana pietà” nei confronti di ogni essere umano che ha bisogno di sostegno e aiuto nei momenti particolarmente significativi, difficoltosi e drammatici della carnale esistenza temporale.

Ed ecco che riguardare gli eventi accaduti in un momento particolarmente drammatico della storia di un uomo speciale, il Cristo di Dio, l’uomo Gesù, induce a riflettere e selezionare con discernimento le motivazioni per cui oggi il bene comune, o meglio: il benessere comune, non è più il primario obbiettivo sociale da raggiungere, ma è stato emarginato, anzi, sostituito dall’astuta esaltazione individuale, mostrata senza pudore dalle deliranti, ciniche e ipocrite personalità governative, manifestate attraverso la esuberante vanità orgogliosamente mondana.

Ciò mette in evidenza la brutale violenza del più forte nei confronti del più debole, facile preda riducibile e assoggettabile alla volontà altrui, specialmente se il prepotente è spalleggiato dal recinto protettivo del branco che, composto da altri simili spregiudicatamente cattivi e peggiori di lui, raggiunge la più feroce e perfida crudeltà di cui l’uomo è selvaggiamente capace.

È chiaro che tutto ciò è in contrastante opposizione alla dottrina predicata da Gesù che, invece, aveva come scopo il compimento della Legge Divina:

«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»  (Mt 22,37-39).

Dunque: “amerai il tuo prossimo come te stesso” è il concetto coinvolgente e totale che definisce l’umanesimo della “civiltà occidentale” attento al bisogno dell’essere umano verso cui compiere il gesto amorevole nei momenti più tristi e drammatici della sua esistenza, quando, cioè, necessita di un aiuto particolarmente forte e coraggioso.

Perciò il modo semplice di riconoscere il “prossimo” è l’incontro col bisogno dell’essere umano, come quello raccontato dall’evangelista Luca nell’episodio in cui, un dottore della Legge, pose a Gesù la domanda: "Chi è mio prossimo?» ed egli rispose:

«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». (cfr. Lc 10,29-37)

Dunque compiere un gesto amorevole, nei riguardi del prossimo, è avere “compassione di lui” non solo nei momenti più tristi e drammatici della carnale esistenza temporale, ma sempre e in ogni istante della vita.

Ed è proprio la ricerca di esempi specifici che, in occasione di situazioni drammatiche appartenenti alla carnale esistenza temporale di ogni essere umano, fa risalire all’emblematico episodio della morte di Gesù, allor quando, con l’intervento discreto di uomini coraggiosi e senza timore, appare con evidente chiarezza il gesto amorevole, carico di compassione per Lui, a dimostrare come l’amore verso il prossimo definisce la “umana pietà”, specchio di ciò che l’uomo è anche capace di essere.

L’episodio che suscita commoventi sentimenti di ammirazione, per le gesta di umana pietà, è quello riguardante i due personaggi che, storicamente certificata sia nei quattro nei Vangeli Canonici di Matteo, Marco, Luca, Giovanni e sia in quello Apocrifo di Pietro, compaiono nel momento in cui viene descritta la deposizione di Gesù dalla croce e la Sua sepoltura: Giuseppe di Arimatea e Nicodèmo.

Popoli senza pace

addì 9 novembre 2025
Da che mondo è mondo le nazioni, i popoli, gruppi di uomini e singoli esseri umani costruiscono e producono contese e conflitti che, senza una vera disponibilità alla conciliazione mediata tra le parti, non finiscono mai e, di conseguenza, non sarà mai possibile raggiungere una vera pace.
I conflitti si tramandano di generazione in generazione, tramite discendenti sia dello stesso parentado di famiglia, sia dei legati parentali per unioni matrimoniali e sia degli amici associati ai casati.
La tradizione popolare indica questi legami parentali con un noto detto: «L’amico del mio amico, è mio amico. _ L'amico del mio nemico è mio nemico. _ Il nemico del mio amico è mio nemico».
I popoli senza pace sono condizionati non solo da questi fattori, ma anche da interessi specifici: o di singoli individui che li governano, o di influenti gruppi di potere economico, o per antiche tribali contese territoriali.

 AUGURI di BUON NATALE e FELICE ANNO 2024



                  

Il Presepe è stato composto con i lavori realizzati dagli allievi del Prof. Biagio Scarano nel corso dei vari anni scolastici.
La scelta dei lavori e l'organizzazione compositiva è stata curata dalla Prof.ssa Luigia Lazzari e dalla Tecnica di Laboratorio Domenica Arseni.

Commentario

addì 17 dicembre 2023

Libero Commento personale al brano contenuto nei testi dell’Antico Testamento – Libri Poetici e Sapienziali – Libro dei Salmi – 127 (126).

1 Canto delle salite. Di Salomone.
Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori.
Se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella.
Sia l’uomo che la donna possono essere tanto intelligenti da comprendere qualsiasi mistero della vita, ma se non sono accompagnati dalla benevolenza del Signore, la loro intelligenza è vana, vuota, caduca, futile, ingannevole, falsa e superficiale.
Sia l’uomo che la donna possono aver tanta sapienza da conoscere i segreti dell’universo, ma se non sono guidati dalla misericordia del Signore, la loro sapienza è fugace, effimera, labile, frivola, fatua, vanitosa e vacua.
Sia l’uomo che la donna possono avere tanta saggezza da gestire con competente capacità qualsiasi azione, ma se non sono indirizzati dalla volontà del Signore, la loro saggezza è infruttuosa, improduttiva, inutile, sterile, inconcludente, inconsistente e inefficace.

Il Viaggio

addì 1 settembre 2023

Ancora una volta è arrivato il momento di terminare una condizione di vita e ricominciarne, da capo, un'altra, con la stessa voglia di sempre, con lo stesso coraggio di sempre e con lo stesso entusiasmo di sempre.
Disposto ad affrontare tutte le condizioni, tutte le situazioni e tutte le circostanze che accadranno durante il prossimo tempo, sia quelle buone e sia quelle meno buone, ritengo sia il modo migliore per onorare e dare valore a questa meravigliosa, straordinaria, fantastica, stupenda e bellissima esistenza da vivere fino all'ultimo momento possibile, altrimenti sterile e senza gusto. 

Sono io capace di cambiare il Mondo?

addì 21 luglio 2023

La nostra condizione umana è lo specchio della società in cui viviamo. In qualsiasi direzione ci volgiamo, osserviamo e ascoltiamo un lamento continuo rivolto a tutto e a tutti, diventando, così, una condizione di normalità in tutti gli ambiti e luoghi di vita.
Spesso noi stessi ci lamentiamo che lo stato non fa ciò che dovrebbe fare, che il governo non fa ciò che dovrebbe fare, che i ministri non fanno ciò che dovrebbero fare, che la scuola non fa ciò che dovrebbe fare, che i sanitari non fanno ciò che dovrebbero fare, che l'economia non fa ciò che dovrebbe fare, che questa o quella persona non svolge il proprio dovere, e così via... Quante lamentele!!!
Di conseguenza scaturiscono interrogativi banali: «...perché va tutto così male? ...perché nulla è perfetto? ...possibile che non c'è niente che si possa fare per cambiare in meglio l'ordine delle cose?».

La Madonn Abbasc

addì 23 aprile 2023

La domenica dell’ottava di pasqua, o Domenica in Albis, o II^ domenica di Pasqua, detta della Santa Misericordia, a Mottola è tradizione andare al Santuario Rupestre della “Madonn Abbasc”, distante circa cinque chilometri dall’abitato in direzione sud del paese, per trascorrere una festosa, allegra e gioiosa giornata.
Santuario Rupestre della “Madonn Abbasc”, Mottola (Ta)
Il Santuario si sviluppa in una piccola gravina attorno alla cappella ipogea dedicata al culto della “Beata Vergine del Monte Carmelo”.

In questa gravina sono presenti resti di roccia calcarea squadrata, con evidenti tracce lasciate dai cavatori che ottenevano blocchi parallelepipedi di tufo per costruire edifici.

La tecnica del cavare blocchi da rocce è nota, alle popolazioni di questi luoghi, fin dall’alto medioevo, e gli scavi erano effettuati con modalità diverse rispetto alla conformazione morfologica del territorio, considerando la natura geologica del sito e tenendo presente le esigenze delle forme dei blocchi di tufo necessari per le costruzioni architettoniche.

Da SAULO di TARSO a PAOLO APOSTOLO

addì 25 febbraio 2023

Commento al libro
di Padre Antonio CASSANO e Maria Grazia COSTANTINO

Appena ho avuto modo di leggere questo libro, mi è subito parso di aver trovato una guida utile e un buon viatico per affrontare e chiarire, in modo schematico, efficace e semplice, molte elucubrazioni mentali di congetture in risposta alle domande esistenziali che ogni essere umano si pone, per dare senso alla propria carnale esistenza temporale.
Solitamente, con metafora efficace, la nostra vita viene paragonata al viaggio.
Anche in questo libro viene presentato il viaggio, ma con uno sguardo diverso da quello che può essere un viaggio di lavoro, un viaggio di nozze, un viaggio di ritorno o un viaggetto turistico.

La sovranità appartiene al popolo

addì 10 novembre 2022

In una nazione libera e democratica come la nostra Italia, “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”, ovvero ognuno esprime le proprie opinioni, giudizi e scelte attraverso lo strumento del libero voto elettorale. 

Il mio profondo rispetto e leale fedeltà alla Costituzione, passa attraverso il riconoscimento delle garanzie dei diritti inviolabili di ogni singolo uomo o gruppi di uomini associati, con cui è doveroso costruire la solidarietà politica, economica e sociale del nostro paese.

Sono invece rammaricato e dispiaciuto per quelle Nazioni in cui non esiste la stessa libertà democratica e il “Popolo Sovrano” è, invece, considerato ed usato come “carne da macello”.

Come libero cittadino italiano, i miei valori ideali sono ispirati ai princìpi fondamentali della COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, riportati nei seguenti articoli:

Art. 1. - L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2. - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3. - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Giuan e Mingucc

Addì 06 novembre 2022

Un giorno Giuan Zazzarôn si ammalò.

Il dottore gli prescrisse 10 punture di penicillina.

All’epoca per fare le punture si usavano siringhe che ogni volta venivano sterilizzate col fuoco e alcol prima di essere usate.

La siringa era metallica, con un cilindro grande e un ago lungo, non proprio sottile, e quando bucava faceva male.

Non c’erano infermieri specializzati, ma persone di buona volontà che si erano attrezzati per svolgere questa mansione e fare le punture.

Munn ier, munn iet, munn va iess. (Mondo era, mondo è, mondo sarà)

Addì 17 ottobre 2022
Il tempo che stiamo vivendo è pieno di guerre, conflitti, persecuzioni, soprusi, violenze, ingiustizie, cattiverie e malvagità di ogni genere, tanto da far fatica a credere che tutto questo stia veramente accadendo. Ed è ancor più sbalorditivo constatare che, in molti luoghi del mondo, tutto questo avviene ogni giorno, quasi sotto i nostri occhi, attraverso la descrizione di notizie diffuse dai social.
Il pensiero volge la propria attenzione riflessiva all'espressione latina: «Mala tempora currunt», che vuol dire «si avvicinano tempi bui» o, in modo più diffuso, «corrono brutti tempi».

Ciò che accade… deve accadere!!!...

addì 30 Luglio 2022

Ognuno di noi vive il quotidiano secondo un proprio crono-programma, ideato e organizzato in base alle proprie aspettative e condizioni di vita, per meglio affrontare tutte le situazioni particolari, di cui alcune sono piacevoli e altre spiacevoli, a volte sono positive altre volte negative, oppure sono gradevoli o fastidiose.
Però può capitare, e capita, che i nostri programmi sono stravolti da un vortice di eventi consequenziali a fatti inaspettati e imprevisti che ci coinvolgono e ci catapultano in una esperienza sconosciuta o se conosciuta, indirettamente, attraverso il racconto vissuto da altri.
Quindi può succedere di vivere situazioni strane, o capitano circostanze inaspettate, o accadono avvenimenti impensabili, oppure assistiamo ad eventi straordinari, catastrofici o tragici di fronte ai quali la nostra impotenza si manifesta in tutta la fragilità, e nulla possiamo fare se non accogliere l’inevitabile.

Social sconcertanti

addì 5 maggio 2022

Stamattina quando sono entrato in classe ho trovato alcuni ragazzi che discutevano tra di loro commentando un filmato postato su una applicazione social.
Questo filmato era diviso in due parti: la prima mostrava la foto con la voce di una persona che presentava il filmato, la seconda parte era un filmato che mostrava una persona diversamente abile.
Dal commento dei ragazzi emergeva uno stato d’animo demoralizzato e per certi versi incazzato.
Qui di seguito descrivo in sintesi:

Dialogo, dialettica o discussione

addì 5 febbraio 2022

Spesso tra persone o gruppi di persone, non sempre si è capaci di parlare e comunicare pensieri, sentimenti o emozioni, perché ognuno tende ad affermare la propria idea o il proprio pensiero come unica verità indiscutibile, senza una autentica e sincera disponibilità ad ascoltare e accogliere le opinioni altrui. La conseguenza è che gli animi si accendono, la tensione aumenta, lo scontro è inevitabile e l'uno tende a prevaricare sull'altro e sugli altri, generando situazioni non controllabili che producono solo litigi, aggressioni e tafferugli.

La carnale esistenza temporale di ogni essere vivente ed esistente.

addì 14 febbraio 2021

Un uomo di età ormai avanzata, sentendo che i suoi giorni di vita erano prossimi alla conclusione, chiamò a sé i due figli per consegnare loro le sue ultime volontà.
Quando i due entrarono nella stanza, videro l'anziano genitore che, costretto a stare a letto per debolezza fisica dovuta alla vecchiaia avanzata, era immerso nei suoi pensieri, gli si avvicinarono.
Appena il padre vide i due figli, sorrise con soddisfazione. Sapeva, infatti, che i due ragazzi avrebbero accolto il suo invito, li conosceva bene nell'intimo, però non era certo di chi dei due avrebbe assunto la responsabilità di portare avanti la sua eredità, non solo quella materiale ed economica più "facile da capire e gestire", ma soprattutto quella che riteneva "l'eredità più importante", cioè la competente sapienza, la consapevole saggezza, la mite intelligenza.

Cambiamento d'epoca

addì 5 marzo 2020

Con lo spirito di ricerca e di accoglienza delle idee altrui, ho avuto modo di leggere "La FORMA della TESTIMONIANZA" dagli appunti dalla sintesi di Julián Carrón all’Assemblea internazionale responsabili di Comunione e Liberazione, a Cervinia il 29 agosto 2016, in cui sono trattati alcuni temi a cui si fa riferimento qui di seguito.
Al punto n.2 è riportato questa nota: "Un cambiamento d’epoca, che definisce la condizione attuale della storia dell'uomo con l’espressione di papa Francesco: «Oggi non viviamo un’epoca di cambiamento quanto un cambiamento d’epoca» dal Discorso all’incontro con i rappresentanti del V Convegno nazionale della Chiesa italiana, Firenze, 10 novembre 2015."
Invito i miei studenti a riflettere su questo tema.
 paBiS

L'essere umano continua a costruire muri e conflitti

addì 28 novembre 2016
Continuando il cammino per confrontare, confermare e ampliare la massima idea di  libertà di ogni essere umano, sorge spontaneo partire da quello che altri comunicano a riguardo del proprio e personale pensiero che giustifica la presenza di ogni essere vivente, ed in particolare di tutto ciò che implica la convulsa condizione esistenziale dell'uomo.